Il magistrato nel provvedimento, come chiarito dal legale, ha fatto riferimento alla condanna di tre mesi fa ma, ha detto Chiesa, «per un reato fiscale per cui non era stato arrestato».
La minaccia dello sciopero della fame
«Fabrizio ha intenzione di fare lo sciopero della fame», ha riferito in mattinata Chiesa. «Noi abbiamo cercato di dissuaderlo - ha spiegato l’avvocato - ma Fabrizio ha il carattere che ha e è molto determinato». «Corona è Corona e ha un carattere molto determinato - ha aggiunto l’avvocato Chiesa - e quando ha saputo che sarebbe dovuto rimanere in carcere ha detto “questa volta vado fino in fondo e faccio lo sciopero della fame”. Speriamo di riuscire a dissuaderlo». Corona con i suoi legali si è anche lamentato del fatto che, nonostante abbia «fatto il bravo per tutto il processo questo non sia servito a niente», ha concluso Chiesa. Nel pomeriggio, dopo aver parlato con i legali e con gli operatori del carcere di San Vittore, Corona ha deciso di rinunciare. Corona, da quanto si è saputo, ha preso «consapevolezza» del fatto che uno sciopero della fame non sarebbe una soluzione né «funzionale», né «utile» e soprattutto non sarebbe «rispettosa» delle persone che lavorano nel carcere e che si occupano di lui da tempo e degli altri detenuti. Corona, infatti, «non vuole mettere in difficoltà» gli operatori di San Vittore.
«In auto con pregiudicati»
Ci sono «concreti elementi» che testimoniano la «attuale pericolosità sociale» di Fabrizio Corona che, quando era in affidamento in prova sul territorio, ha commesso «plurime violazioni delle prescrizioni», come quando nel gennaio del 2016 è stato controllato in auto dalla polizia stradale di Trani mentre era «in compagnia di pregiudicati». Lo scrive il giudice della Sorveglianza di Milano Beatrice Crosti nel provvedimento con cui ha respinto la «richiesta di applicazione dell’affidamento terapeutico in via provvisoria» in una comunità nel Bresciano, presentata dalla difesa dell’ex agente fotografico. Nell’atto il magistrato, oltre alla condanna che gli è stata inflitta tre mesi fa a un anno per un reato fiscale e ad altre violazioni durante l’affidamento come essere stato beccato in moto «senza patente» ed essere andato in vacanza a Capri con la fidanzata nel maggio 2016 senza autorizzazione (uscirono foto sui media), fa riferimento anche alle «assenze del Corona ai colloqui» al Sert «e ai controlli tossicologici».
«No delinquente professionale»
Il Tribunale di Milano non aveva ritenuto «di dover dichiarare Fabrizio Corona delinquente professionale» perché «la natura prettamente fiscale e le concrete modalità del reato per il quale l’imputato è stato giudicato colpevole non consentono di ritenere, alla luce della ricostruzione complessiva dei fatti e della lontananza nel tempo delle condotte che hanno dato origine alle precedenti condanne, che egli viva abitualmente del provento dei reati».
Condanna lieve
Lo avevano scritto i giudici Guido Salvini, Andrea Ghinetti e Chiara Nobili nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 12 giugno, l’ex fotografo dei vip è stato condannato a un anno per illecito tributario, contro i 5 anni richiesti dalla Dda. Una sentenza con cui erano state spazzate via le contestazioni principali, tra cui l’intestazione fittizia dei beni, su quei 2,6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto in parte in Austria. Il fatto che non fosse stato giudicato delinquente professionale non ha però agevolato Corona nella richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali.

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