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venerdì 29 settembre 2017

Milano, fa colazione al bar e poi viene ucciso in strada con 7 colpi di pistola

Due minuti, il tempo di fare colazione con caffè e brioche al bar dei portici, in compagnia di due persone. Nessuno, al Pepe Bar ha sentito cosa dicessero. I tre hanno pagato le consumazioni, sono usciti dal bar e hanno imboccato via Torquato Tasso, zona periferica e industriale di Legnano. I due amici hanno preso un’altra strada e lui ha proseguito da solo. All’improvviso, i colpi, forse sette e almeno due al capo. Gennaro Tirino, 38 anni, con precedenti per spaccio di droga e reati contro il patrimonio non ha avuto scampo: è morto all’istante a qualche metro dall’associazione culturale italo-araba.
Chi ha sparato è fuggito. Ora i carabinieri della compagnia di Legnano, guidati dal capitano Francesco Cantarella, stanno controllando le telecamere a circuito chiuso della zona per raccogliere elementi utili all’identificazione del killer. Il sostituto procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Nicola Rossato, ha sentito alcuni testimoni. Perché, stavolta, i testimoni ci sono. E, si spera, anche i nastri registrati.
La dinamica
Quella che sembra essere una esecuzione in piena regola è avvenuta attorno alle 8.20 di mercoledì mattina, in una via neanche tanto isolata. Il killer non si è neppure preoccupato di coprirsi il volto. Dopo un breve scambio di battute con Tirino, ha estratto la pistola e ha sparato, a distanza molto ravvicinata. La vittima era originario di Napoli e abitava a Castellanza, in provincia di Varese, dove viveva con una compagna e la loro figlia, dopo la separazione della moglie. Negli scorsi giorni la ex lo aveva denunciato alla polizia di Stato per maltrattamenti. L’uomo si era fermato a far colazione prima di passare alla carrozzeria di via Gabriele D’Annunzio, dove lavorava: «Non era un nostro dipendente, né tantomeno un carrozziere – ha raccontato una responsabile della carrozzeria Salini -: per noi era una specie di procacciatore di lavoro. Quando sapeva che qualche amico o conoscente aveva l’auto da mettere a posto, lo invitava a venire qui da noi. Era così dall’anno scorso». Secondo quanto trapelato, le indagini condotte da pm Nicola Rossato si stanno concentrando su un uomo che fa parte del «circuito familiare» della vittima.

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