Capace di intendere
Defilippi, difeso dall’avvocato Giorgio Piazzese, era stato giudicato recentemente capace di intendere e di volere dal perito. Da quando aveva 13 anni il giovane aveva manifestato qualche disturbo di personalità. L’esito della consulenza ha consolidato la tesi del procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando, che da sempre ha sostenuto: «Gabriele non è matto, ha ucciso con mente lucida e fredda, il movente sono i soldi che la donna gli aveva prestato e il fatto che lei lo avesse denunciato perché lui non li aveva restituiti».
La denuncia
Defilippi era riuscito, conscio di avere un ascendente su Gloria, single e convinta di iniziare con il ragazzo la sua prima esperienza «sentimentale», a farsi consegnare tutti i suoi risparmi: 187 mila euro. «Serviranno per avviare la nostra attività in Costa Azzurra, dove andremo a vivere insieme», era la promessa del giovane che si atteggiava a «bello e dannato». La Rosboch dopo un anno dalla consegna del denaro aveva capito che Defilippi l’aveva truffata e lo aveva denunciato. L’omicidio, avvenuto il 13 gennaio 2016, sarebbe stato pianificato almeno due giorni prima.
L’avvocato: «Niente ergastolo, soddisfatti»
Abbastanza soddisfatto l’avvocato di Gabriele, Giorgio Piazzese, che constata come la pena più temibile -l’ergastolo - sia ormai un’ipotesi che non fa più paura. «Rispetto la sentenza - dice -. Sono sicuro che il giudice l’ha presa non a cuor leggero. Per noi è un motivo di orgoglio, siamo riusciti a fare comprendere al tribunale che al di là delle istanze solo repressive dell’opinione pubblica, Defilippi potrà essere restituito alla società civile e merita di avere una seconda opportunità quando sarà entrato in una nuova fase della sua vita». Ora il legale attende «le motivazioni per valutare un ricorso».

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